luglio 3 2008 |
Lui è andato in vacanza… anche gli altri, tutti, andranno presto in vacanza. Valige salite sui treni, passate di mano in mano, pesanti, ricolme di stoffe e colori che fra un mese saranno ricordi. Giornali dimenticati sui sedili, stropicciati, inutili e non letti. Bottiglie d’acqua che diventa calda, cambia colore e nausea, fra l’etichetta e la plastica. Non so se mi piace più l’estate. I vecchi si occultano d’estate, i bambini si parcheggiano, i cani si abbandonano e si assetano le piante sui balconi. Le città vittime degli esodi restano prede del caldo e del silenzio, infelici e assorte nel loro torpore. Non per l’immobilità sono state create, che le snatura e le affama.
Un pò mi prende il senso del rammarico, il desiderio stagionale dell’opposto: voglia di freddo, d’autunno, di maglioni e sciarpe. Triste di un verso che a tristezza somma silenzio e umido, e all’umido l’odore della pelle e il passo stanco e ricorrente di un ventilatore zoppo. Il tempo immobile sosta fra il soffitto e il pavimento, striscia sui muri caldi, tracciati di senso, piange solo per se, il suo fermo indivenire. …sei calda come il bacio che ho perduto..sei piena di un amore che è passato…
posted by netta | 22:27 | commenti
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giugno 27 2008 |
Voglio andarmene a letto presto. Voglio chiudere in fretta questa giornata che m’è pesata alla schiena quant’io medesima peso, che m’ha piegato alle spalle per il caldo e l’affanno, immobile nel tempo come pianta assetata. Voglio fermare lo storto che tira, il senso inverso, il non riuscito, l’inganno. Foglio chiuderla qui.. sudata, accaldata, arsa da una fiacchezza che morde ai piedi e gonfia le caviglie. Voglio sperare che domani mi sia di riposo prima di una domenica di viaggio e di lavoro. Voglio sperare che qualcuno si ricordi di me, domani, solo perchè persona, come nient’altro che non sia la netta.
Voglio dimenticarmi pure d’averla vissuta … questa giornata mia .. che male è stata...
posted by netta | 21:59 | commenti (5)
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giugno 23 2008 |
Fa molto caldo, lavorare in questo clima stanca più del giusto.
Voglio passare al super… devo comprare solo quattro cose ma è per rilassarmi al banco frigo.. fra mozzarelle e ravioli al brasato, bresaola e salame felino… giusto per prendere un pò di fresco..come gli anziani...
Nella mente ho il pensiero del mare che quest’anno non vedrò.
Quando si arriva col treno a scorgerlo dal finestrino, dopo aver attraversato colline e pianure, è sempre un tuffo al cuore. Adoro andare al mare in treno.. trattenere l’emozione e la voce.. ..”Guarda laggiù il mare!!!” scorgere sugli scogli, quelli più vicini alla massicciata della ferrovia, i bagnanti sdraiati a godersi il sole. Sembrano extraterrestri, fortunati e ricchi e ignari che la vita sia difficile e grigia come la città. E il mare brilla di mille scaglie di luce nell’ora più calda, e il treno corre .. tu tun .. tu tun… e ti trascina a riva... tu tun.. tu tun... e anche per te il momento del sole e del riposo s’avvicina…Andare in vacanza al mare in treno è forse il momento più emozionante. il più dolce.. quello che ti riporta indietro con tutti i sensi .. che ti riscatta dal tempo, dall’età, dall’inverno …dal buio…
Ecco a me tutto ciò, quest’anno… Ciccia!!!!
posted by netta | 18:07 | commenti (4)
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giugno 17 2008 |
Qua bisogna scrivere qualcosa…
Qualcosa… ma cosa???
Intanto qui piove.. c’è chi si sente solo.. chi parte per il mare.. chi si è fatto incidere Gesù sulle lenti degli occhiali….. che lo vede solo lui.. e quel che vede è un benedetto vedere… c’è chi si prepara per il congresso di Torino.. c’è… chi sotto questa pioggia novembrina fa i conti con un passato che non sapeva essere passato.. a me ne hanno vomitato uno sul piatto che io in quel passato li neanche c’ero… bah…e vorrebbero anche che mi sentissi in colpa.. Vedi te….
Scrivere cosa su questo blog stanco e morente…
Mi chiedono.. ma il G c’è ancora??? Si che c’è ancora, ma come tutte le cose che sono diventa storia.. diventa passato e presente… e settembre e ottobre e novembre…e non fa più quell’effetto che arricciava i sensi e accapponava la pelle…. È come la benzina .. quell’uomo li.. signora mia…continua a crescere di prezzo ma non si può mica farne a meno… perchè ci voglio bene…. tanto… che anche se non me lo dice mai me ne vuole anche lui sono sicura… e poi comunque … va bene così…. Il lavoro??? bene anche quello… cosa vuoi che ti dica…qui ci diventiamo vecchi e neanche ce ne accorgiamo..son sedici anni che lavoro li…. Incredibile!!! Mio figlio si fa grande .. wuè… a gennaio ne fa ventisei e io .. cinquantuno… e passa il tempo signora mia…
Cosa fai questa sera???? Io???? Cosa vuoi che faccia???... ma che happy Hour .. Guarda io se non fosse che c’è il calcio su tutti i canali mi vedrei un po di televisione e poi a letto …e invece me ne vado a letto subito che sto leggendo un librino mica male… non sono neanche così dispiaciuta di non andare al mare quest’anno.. con questo tempo qui… con sta pioggia e sto freddo.. e poi come si fa??? Solo l’idea di quella casa senza mio padre … mi viene il magone…. Mi aspettava in pineta con il suo quartino di bianco…. Parlava con tutti… diceva certe cose tutte sue...ma anche a lui ci volevo tanto bene… eh…Morto lui è finito tutto signora mia cosa vuoi… i miei fratelli io neanche li conosco… pensavo… ma proprio guarda… siamo proprio tre estranei…
Si… mio figlio va in giappone con la sua Giulia quest’anno … io sto qui col gatto… come si fa a lasciarla sola povera bestiola… Catttttiiiiiiiiiivaaaa che non posso neanche pensare di metterla in pensione…. Me la fa pagare per due anni… e poi.. diciamolo, se si prende una bestiola in casa .. bisogna prendersene cura fino …. Meglio la mia lenny che certi cristiani….
Beh.. senti … vado a fare un o di cena che mi rientra il Paolo… ci sentiamo allora.. a proposito… tu .. tutto bene??? Bene!! son proprio contenta!!! Allora ci sentiamo… a presto né….o!!! Si.. si .. ti chiamo io… ciao baci….
Ecco fatto…
Mi son persa qualcosa???
posted by netta | 19:03 | commenti (5)
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giugno 11 2008 |
Dovresti scrivere un libro.. eh…si fa in fretta a dire .. “scrivere un libro”… tutti hanno in mente di scrivere un libro, principalmente per due precise ragioni: la prima perché ognuno di noi si sente un pò scrittore e dopo che ha faticosamente redatto qualcosa, fosse anche solo una lettera all’amministratore del condominio, al rileggerla, privo totalmente di spirito critico, pensa fra se e se.. E’ un capolavoro .. dovrei scrivere un libro…
La seconda è perché ognuno di noi se si volta indietro e da una sbirciatina alla propria storia, e anche qui lo spirito critico è quasi sempre assente, si sente vittima ed eroe al medesimo tempo, e pensa sempre fra se e se.. questa è una grande storia.. dovrei scrivere un libro…
Il fatto è che scrivere un libro è tutt’altro..
Scrivere una storia vuole dire, a mio modesto parere, riuscire a scivolar fuori dalla propria pelle, lasciar nelle scarpe i piedi e nelle mani i giorni, senza dimenticarsi mai il minimo particolare di se e della propria esperienza. Riuscire a dare voce a un narratore che non sia mai noi, che neanche ci somigli, e saper creare per lui una platea d’ascolto vergine ed intonsa. Scrivere un libro vuole dire prestare l’orecchio e l’attenzione, ma prestare anche i colori e i suoni, e i luoghi e le occasioni che sono stati i nostri, tutto ciò che da sempre è dentro noi. Saper parlare d’amore ma non col nostro corpo, del dolore dimenticandosi però di quella nostra ultima pena, quella speranza disattesa, quel nostro senso di solo e d’abbandono. Scrivere una storia che meriti d’essere definita tale, vuole dire farsi ultimi per dare voce ai primi.. accordandogli i sensi e il divenire, il tempo e lo spazio, i giorni le notti, il sangue e il fiato, come non fossero stati i nostri.
Comunque è vero… dovrei scrivere un libro…forse potrei.. Forse ne scrivo uno ogni sera quando spengo la luce e penso .. dovrei farlo.. dovrei… e mi racconto la trama, e passo in rassegna i personaggi e i tempi e i luoghi e le azioni. Il fatto è… il fatto è.. vedi… che credo di aspettare che sia il libro a scrivere me… e in questo gioco delle parti mi si confondono i ruoli, si mischiano i visi, si intrecciano le voci e io… stanca di guerra e di tutto quel creare e distruggere, nel frattempo .. mi addormento…
posted by netta | 19:37 | commenti (4)
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giugno 5 2008 |
Ho preso una strana abitudine ultimamente… prima di cominciare a scrivere mi infilo i mezzi guanti che ho trovato nella macchina del papo. Sono quelli con cui la portava, con quella sua guida disinvolta e veloce, il braccio sinistro scivolato fuori dal finestrino, appoggiato al lato esterno della portiera, e il suo sorriso scanzonato ed esibito oltre misura, sotto i suoi occhi d’acqua azzurro chiara.
Tengono caldo alle dita e a scrivere mi fan fatica.. ma mi ispirano .. sono consumati e ancora, e credo per sempre, tratterranno l’impronta e la piega della sua mano stretta attorno al volante.
Dopo un pò li sfilo che non riesco a scrivere, ma li tengo sul tavolo accanto a me e li osservo, quasi cercando ascolto e approvazione, come se mi sapessero e mi potessero rispondere.
I palmi di quei guanti di pelle lisa e brunita, sembrano palmi di mano, ci si può leggere la linea della vita, dell’amore, della salute e della fortuna. Io non so leggere la mano e poco ci capisco.. ma mi piace guardare quelle pieghe e pensare di rileggerci la storia di mio padre.
Le storie ora sono tutte scritte dentro la mia testa, all’erta tutti i miei personaggi, come attori pronti a giocare una sceneggiatura che l’autore non si sente capace ancora a buttar sulla carta, perché poco chiara e scorrevole. Ma loro sono li, già scritturati e fedeli al proprio ruolo. Perché l’autore ha raccontato e mimato la parte per ciascun personaggio…. e con quanto amore e partecipazione. E c’è già un set nel quale muovere i passi e giostrare le scene, e ci sono i costumi, e la musica e il senso incisi già su un nastro.
Linston, Curremeco, Adua, Juno..ci sono tutti…nascono per me.. E le colline morbide e sinuose e il profumo di legna nell’aria. La torre di Ghino di Tacco, il sole rosa al tramonto, i cipressi ordinati e gli olivi ossuti… Ci sono i suoni… gli zoccoli dei somari sulle pietre antiche, la sera al ritorno dai campi, le voci dei bambini scappati al riposo, nell’afa della controra, il frusciare dell’erba al passare del vento. I colori: i mille verdi della rinascita a primavera, l’oro del fieno a covoni, come dune al deserto e il frinire secco delle cicale l’estate. Il rosso acceso della terra esasuta l'autunno. L’acqua ghiaccia di Fotantese, la sagoma regale del podere dell’Ova Sode, il sonno freddo e il prete al letto l’inverno, i rintocchi del vespro la sera.
Non mancano le comparse, le Pullerine che ricamano assorte, nascoste dietro a una finestra, Aiello e la stazione metereologica su alla torre, la Trilla e il suo saluto gioioso, la tonaca del prete smossa dal vento e dal passo veloce.
Il cimitero, le pepe e la Porta del Vento…
Ci sono ancora le lucciole imprigionate sotto un bicchiere di vetro capovolto …presto al mattino si spegneranno e con loro i sogni di una bambina sola…
Tutto è ormai pronto per raccontare questa lunga storia, e c’è il ricordo e il pianto, la gioia ed il sorriso…la consapevolezza del vissuto… Manco soltanto io…
posted by netta | 23:39 | commenti (9)
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giugno 2 2008 |
Nuove parole macchiate di colore e nuovi movimenti gonfi d’aria.
E nuove luci e nuove sinfonie. Nulla si perde delle storie d’amore, il corso della vita impone cambiamenti, restano tracce e ombre dove fummo presenze, e lo spessore lascia il peso, e il piede l’orma, e di parola il senso.
Non rabbia non dolore.
Non si comincia il nuovo se non si prende atto che ieri è ormai passato. Che nulla va perduto se è veramente stato.
Da qui, da un nastro di partenza che qualcuno ha steso per noi, da un principio sbiadito e forse non voluto, da questa curva stretta che ci prevede soli ma non ci può sapere disperati. Che non è questo il caso e non è certo il modo. Perché se solo pena, nulla di buono allora s’è imparato.
Le tracce che degli altri dentro noi, devono avere un senso in positivo, devono darci e non rubarci il fiato…
Scrivere quel che è stato non ha senso.. se non lo si è capito..
posted by netta | 07:53 | commenti (4)
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