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Milano qui è tutta vuota. Ferma e fresca. Me ne sto seduta sulla sdraio in terrazzo e sogno una stagione così, temperata ed infinita, senza mesi, senza cambi, ne il troppo freddo ne il troppo caldo. Stabile, confortevole e rincuorante. Non so perché questa temperatura mi ricorda mio padre.
Milano oggi mi abbraccia d’aria e di silenzio. Unico suono che la ravviva, una radio accesa, lontano. Non riesco a raggiungere il senso delle parole, non le melodie della musica è solo un senso lontano di vita e intimità. C’è qualcun altro su questa terra…
Mi ricordo di domeniche in famiglia, i rientri stanchi dalle vacanze, un corridoio lungo e odoroso di chiuso e di pulito. Mi ricordo il calpestare dei sandali sul marmo, il colore scuro e profumato delle gambe di mia madre. Mi ricordo i compiti delle vacanze, i libri letti, La ragazza di Bube, il cortile assolato, i sapori perduti, una granita al tamarindo e una storia d’amore raccontata all’orecchio.
Mi ricordo l’estate dei miei 13 anni, e quella dei 23 e dei 33 ed altre ancora da dimenticare… Quella radio lontana che continua a suonare… Mi ricordo di te che ti sei scordato. Mi ricordo di noi che ci siamo perduti. Mi ricordo dei miei fratelli bambini, di me piena di sogni, del mio cane bagnato sulla spiaggia. Mi ricordo del vento, del sole, di quell’abbraccio stretto in riva al mare… Tutto senza parole, perchè il ricordo è senso, non usa le parole.
posted by netta | 10:34 | commenti (6)
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